Tra gli strumenti fondamentali del mondo degli investimenti, le azioni occupano un posto centrale, ed è probabilmente ciò che la maggior parte delle persone immagina quando pensa a “investire in borsa”. Eppure, nonostante siano così note, non tutti comprendono davvero cosa sia un’azione, come funzioni e quale ruolo giochi nella costruzione di un patrimonio. Comprendere le azioni è essenziale per chiunque voglia avvicinarsi agli investimenti con consapevolezza, anche in ottica sostenibile, poiché le azioni sono uno dei principali motori di crescita di un portafoglio nel lungo periodo.
Le azioni possono spaventare chi è alle prime armi, per la loro fama di volatilità e per le storie di guadagni e perdite che le circondano, ma la loro logica di fondo è in realtà piuttosto semplice una volta compresa. In questa guida di Eco Infinito spiegheremo cosa sono le azioni, come funzionano, da dove proviene il loro rendimento, quali rischi comportano e quale ruolo giocano in un portafoglio, anche sostenibile. Lo faremo con chiarezza e senza tecnicismi inutili, ma senza semplificare al punto da nascondere gli aspetti importanti, come i rischi che comportano. Questo articolo ha finalità educative e non costituisce una consulenza finanziaria personalizzata.
Che cos’è un’azione
Un’azione rappresenta, in sostanza, una quota di proprietà di un’azienda. Quando si acquista un’azione di una società, si diventa proprietari di una piccola parte di quell’azienda, con i diritti e i rischi che ne derivano. Questo è l’aspetto fondamentale che definisce un’azione: a differenza di un prestito, in cui si presta denaro a qualcuno, con un’azione si acquisisce una parte del capitale di un’impresa, diventandone comproprietari insieme a tutti gli altri azionisti. Il valore della propria partecipazione dipende quindi dall’andamento e dal valore dell’azienda.
Essendo comproprietari di un’azienda, gli azionisti partecipano alle sorti di quell’impresa: se l’azienda prospera e cresce di valore, le sue azioni tendono a valere di più, mentre se attraversa difficoltà, il loro valore può diminuire. Inoltre, alcune aziende distribuiscono ai propri azionisti una parte degli utili, sotto forma di dividendi. Comprendere che un’azione è una quota di proprietà di un’azienda è la chiave per capire tutto il resto: da dove proviene il suo valore, perché il suo prezzo oscilla, quali rischi comporta e perché, nel lungo periodo, le azioni sono considerate uno dei principali motori di crescita del patrimonio. Investire in azioni significa, in fondo, partecipare come proprietari alla vita economica delle imprese e alla crescita dell’economia reale.
Da dove proviene il rendimento delle azioni
Il rendimento che le azioni possono offrire nel tempo proviene essenzialmente da due fonti. La prima è l’apprezzamento del valore: se l’azienda cresce, prospera e aumenta il proprio valore nel tempo, le sue azioni tendono a valere di più, per cui chi le possiede può beneficiare di questo aumento di valore. Questa è una delle ragioni principali per cui le azioni sono considerate un motore di crescita del patrimonio nel lungo periodo: rappresentano una partecipazione alla crescita delle imprese e, per estensione, dell’economia reale.
La seconda fonte di rendimento sono i dividendi: alcune aziende distribuiscono periodicamente ai propri azionisti una parte degli utili generati, come remunerazione per la loro partecipazione. Non tutte le aziende distribuiscono dividendi — alcune preferiscono reinvestire gli utili per crescere — ma per quelle che lo fanno, i dividendi rappresentano una componente del rendimento. Comprendere che il rendimento delle azioni proviene dall’apprezzamento del valore e, in alcuni casi, dai dividendi, aiuta a capire perché investire in azioni significa partecipare al successo economico delle imprese. È importante sottolineare, però, che questo rendimento non è garantito: dipende dall’andamento delle aziende e dei mercati, che è incerto, e le azioni possono anche perdere valore. Il potenziale di rendimento delle azioni è legato in modo inscindibile al rischio che comportano, come vedremo.
Il rischio e la volatilità delle azioni
Le azioni sono note per la loro volatilità, ovvero per il fatto che il loro valore può oscillare, anche in modo marcato, nel breve periodo. Questa volatilità è una caratteristica intrinseca delle azioni e una delle ragioni per cui spaventano chi è alle prime armi. Il valore delle azioni può salire e scendere in funzione di molteplici fattori — l’andamento delle aziende, le condizioni economiche, le aspettative dei mercati, gli eventi imprevisti — e queste oscillazioni possono essere brusche. Investire in azioni comporta quindi il rischio di vedere il proprio investimento diminuire di valore, soprattutto nel breve periodo.
È fondamentale, però, comprendere alcune distinzioni importanti riguardo a questo rischio. Da un lato, la volatilità di breve periodo, per un portafoglio ben diversificato e con una prospettiva di lungo termine, è spesso un’oscillazione temporanea più che una perdita definitiva: storicamente, i mercati azionari diversificati hanno teso a crescere nel lungo periodo pur attraversando numerose fasi di ribasso. Dall’altro, esiste il rischio specifico legato alla singola azienda: se si investe in poche azioni e una di esse va male, l’impatto può essere grave; ma questo rischio si riduce notevolmente con la diversificazione, distribuendo l’investimento su molte aziende. La volatilità e il rischio delle azioni sono quindi reali e vanno compresi, ma possono essere gestiti con la diversificazione, una prospettiva di lungo periodo e l’adeguatezza al proprio profilo. Il maggior potenziale di rendimento delle azioni è, del resto, inseparabile dal maggior rischio che comportano: sono due facce della stessa medaglia.
Il ruolo delle azioni in un portafoglio
All’interno di un portafoglio di investimenti, le azioni svolgono principalmente il ruolo di motore di crescita. Grazie al loro potenziale di rendimento nel lungo periodo, superiore a quello di attività più stabili, le azioni sono la componente che tende a far crescere il patrimonio nel tempo, ed è per questo che occupano un posto importante nei portafogli orientati alla crescita. Chi investe con un orizzonte di lungo periodo, per obiettivi come la costruzione di un patrimonio o la pensione, di solito include una componente azionaria proprio per beneficiare di questo potenziale di crescita.
La proporzione di azioni in un portafoglio dipende dal profilo di rischio e dall’orizzonte temporale dell’investitore. A grandi linee, una maggiore proporzione di azioni punta a una maggiore crescita assumendo però più volatilità, mentre una minore proporzione privilegia la stabilità a scapito del potenziale di crescita. Chi ha un orizzonte lungo e una buona tolleranza al rischio può sopportare una maggiore componente azionaria, mentre man mano che si avvicina il momento di aver bisogno del denaro, o se si preferisce la stabilità, conviene ridurre l’esposizione alle azioni. Le azioni, quindi, sono il motore di crescita di un portafoglio, da bilanciare con attività più stabili in funzione del proprio profilo. Per l’investitore comune, il modo più sensato di investire in azioni è spesso attraverso strumenti diversificati come i fondi e gli ETF, anche sostenibili, che permettono di investire in molte aziende contemporaneamente riducendo il rischio specifico.
Azioni e investimenti sostenibili
Le azioni giocano un ruolo importante anche negli investimenti sostenibili. Chi desidera investire in modo responsabile può farlo, tra l’altro, investendo in azioni di aziende selezionate secondo criteri di sostenibilità, o attraverso fondi ed ETF azionari sostenibili che applicano criteri ambientali, sociali e di governance. In questo modo, si partecipa come proprietari alla vita economica di aziende scelte anche in base al loro profilo di sostenibilità, unendo il potenziale di crescita delle azioni alla coerenza con i propri valori.
Come abbiamo visto parlando di sostenibilità, è importante, anche investendo in azioni sostenibili, guardare oltre l’etichetta e verificare la sostanza dei criteri applicati, per difendersi dal greenwashing. Ed è altrettanto importante non dimenticare i fondamentali di un buon investimento: la diversificazione, che riduce il rischio specifico e che è essenziale per non concentrarsi in poche aziende o in un unico settore verde; il controllo dei costi; l’adeguatezza al proprio profilo e orizzonte; e la prospettiva di lungo periodo. Investire in azioni sostenibili non elimina la volatilità né il rischio propri delle azioni, che restano attività il cui valore può oscillare. Unire l’attenzione alla sostenibilità con il rigore dei fondamentali di sempre è la chiave per investire in azioni in modo responsabile e allo stesso tempo sensato. Le azioni sostenibili permettono, per molti, di far crescere il proprio patrimonio nel lungo periodo restando fedeli ai propri principi.
Confronto: azioni e prestiti (obbligazioni)
| Aspetto | Azioni | Prestiti / obbligazioni |
|---|---|---|
| Cosa si è | Comproprietari dell’azienda | Creditori (si presta denaro) |
| Fonte di rendimento | Apprezzamento del valore e dividendi | Interessi |
| Volatilità | Generalmente maggiore | Generalmente minore |
| Potenziale di crescita | Maggiore nel lungo periodo | Più limitato |
| Ruolo nel portafoglio | Motore di crescita | Elemento di stabilità |
Errori da evitare con le azioni
Il primo errore è investire in azioni senza comprendere cosa si sta facendo, attratti dalle storie di guadagni o dalle mode, senza capire i rischi che si assumono. Comprendere che un’azione è una quota di proprietà di un’azienda, con i suoi rischi, è il punto di partenza. Il secondo errore, molto pericoloso, è non diversificare, concentrando l’investimento in poche azioni ed esponendosi pienamente al rischio specifico di ciascuna; la diversificazione, spesso attraverso fondi ed ETF, è essenziale.
Un altro errore è lasciarsi spaventare al punto da non investire mai in azioni, rinunciando così al loro potenziale di crescita nel lungo periodo per timore della volatilità, che per un portafoglio diversificato e a lungo termine è spesso temporanea. All’estremo opposto, è un errore assumere una componente azionaria eccessiva rispetto al proprio profilo e orizzonte, o investire in azioni denaro che potrebbe servire a breve. È inoltre un errore lasciarsi guidare dalle emozioni, vendendo in preda al panico durante i ribassi. E lo è, negli investimenti sostenibili, fermarsi all’etichetta senza verificare la sostanza o dimenticare i fondamentali. La chiave per evitare questi errori è comprendere le azioni, diversificare, adeguarle al proprio profilo e orizzonte, mantenere una prospettiva di lungo periodo e la disciplina emotiva.
Domande frequenti
Che cos’è un’azione?
È una quota di proprietà di un’azienda. Acquistando un’azione si diventa proprietari di una piccola parte di quella società, con i diritti e i rischi che ne derivano. A differenza di un prestito, in cui si presta denaro, con un’azione si acquisisce una parte del capitale dell’impresa, diventandone comproprietari. Il valore della propria partecipazione dipende dall’andamento e dal valore dell’azienda.
Da dove proviene il rendimento delle azioni?
Da due fonti principali: l’apprezzamento del valore, quando l’azienda cresce e prospera e le sue azioni tendono a valere di più; e i dividendi, ovvero la parte degli utili che alcune aziende distribuiscono ai propri azionisti. Non tutte le aziende distribuiscono dividendi. Questo rendimento non è garantito: dipende dall’andamento delle aziende e dei mercati ed è legato in modo inscindibile al rischio che le azioni comportano.
Le azioni sono rischiose?
Le azioni sono note per la loro volatilità: il loro valore può oscillare, anche in modo marcato, nel breve periodo. Comportano quindi il rischio di perdere valore. Tuttavia, per un portafoglio diversificato e con una prospettiva di lungo periodo, la volatilità è spesso temporanea, e il rischio specifico della singola azienda si riduce con la diversificazione. Il maggior potenziale di rendimento delle azioni è inseparabile dal maggior rischio che comportano.
Che ruolo giocano le azioni in un portafoglio?
Svolgono principalmente il ruolo di motore di crescita, grazie al loro potenziale di rendimento nel lungo periodo. La proporzione di azioni dipende dal profilo di rischio e dall’orizzonte: una maggiore componente azionaria punta a più crescita con più volatilità, una minore privilegia la stabilità. Vanno bilanciate con attività più stabili in funzione del proprio profilo, e per l’investitore comune conviene spesso investirvi tramite fondi ed ETF diversificati.
Posso investire in azioni in modo sostenibile?
Sì, investendo in azioni di aziende selezionate secondo criteri di sostenibilità o tramite fondi ed ETF azionari sostenibili. Anche in questo caso è importante guardare oltre l’etichetta e verificare la sostanza dei criteri, per difendersi dal greenwashing, e non dimenticare i fondamentali: diversificazione, controllo dei costi, adeguatezza al profilo e lungo periodo. Investire in azioni sostenibili non elimina la volatilità né il rischio propri delle azioni.
Azioni individuali o fondi: come investire in azioni
Una domanda importante per chi vuole investire in azioni riguarda il modo in cui farlo: acquistare azioni di singole aziende, scelte una a una, o investire attraverso fondi ed ETF che raggruppano molte azioni in un unico strumento? Per la maggior parte degli investitori comuni, la risposta più sensata tende a essere la seconda. Acquistare azioni di singole aziende concentra il rischio, richiede tempo e competenze per selezionare e seguire i titoli, e comporta la grande difficoltà di individuare correttamente le aziende vincenti, un’impresa in cui persino i professionisti faticano a riuscire in modo costante.
I fondi e gli ETF, invece, permettono di investire in un’ampia gamma di azioni con una sola operazione, offrendo diversificazione immediata e riducendo notevolmente il rischio specifico legato alla singola azienda. Con un unico strumento diversificato si distribuisce l’investimento su molte società, evitando che il cattivo andamento di una sola comprometta il portafoglio. Esistono inoltre fondi ed ETF azionari sostenibili, che permettono di investire in azioni selezionate secondo criteri di sostenibilità mantenendo al contempo la diversificazione. Per l’investitore comune, che raramente ha il tempo, le competenze e la fortuna necessari per selezionare con successo singole azioni, investire attraverso strumenti diversificati come i fondi e gli ETF è generalmente la strada più semplice, prudente e con le migliori probabilità. Investire in singole azioni può avere senso solo per chi comprende e accetta il maggior rischio, con una parte limitata e diversificata del proprio patrimonio.
In sintesi
Le azioni sono uno strumento fondamentale degli investimenti e uno dei principali motori di crescita di un patrimonio nel lungo periodo, anche in ottica sostenibile. Un’azione è una quota di proprietà di un’azienda: acquistandola si diventa comproprietari, partecipando alle sorti dell’impresa. Il loro rendimento proviene dall’apprezzamento del valore e, in alcuni casi, dai dividendi, ma non è garantito ed è legato in modo inscindibile al rischio. Le azioni sono volatili, ma per un portafoglio diversificato e a lungo termine la volatilità è spesso temporanea, e il rischio specifico si riduce con la diversificazione. Nel portafoglio, le azioni sono il motore di crescita, da bilanciare con attività più stabili secondo il proprio profilo. Si può investire in azioni anche in modo sostenibile, verificando la sostanza dei criteri e senza dimenticare i fondamentali. Ricorda che questo articolo ha finalità educative e non costituisce una consulenza finanziaria personalizzata.
