Capire il rischio negli investimenti: la base per scegliere bene

green plant coins (foto: Carlquist, Sherwin John, 1930-2021 / CC BY 4.0, Wikimedia Commons)

Quando si parla di investimenti, sostenibili o meno, c’è una parola che ricorre continuamente e che, allo stesso tempo, spaventa e viene spesso fraintesa: il rischio. Molte persone si avvicinano agli investimenti concentrandosi quasi esclusivamente sui possibili rendimenti, trascurando la comprensione del rischio, che è però l’altra faccia inseparabile della stessa medaglia. Capire cos’è davvero il rischio negli investimenti, quali sono le sue forme e come gestirlo è forse la competenza più importante per chiunque voglia investire in modo consapevole, perché nessuna decisione di investimento sensata può prescindere da una corretta valutazione del rischio.

E capire il rischio non significa averne paura al punto da non investire mai, né tanto meno ignorarlo lanciandosi in scelte azzardate: significa comprenderlo per poterlo gestire e assumere in modo consapevole e adeguato alla propria situazione. In questa guida di Eco Infinito analizzeremo cos’è il rischio negli investimenti, il suo rapporto inscindibile con il rendimento, le diverse forme che assume e come gestirlo con criterio, anche nel contesto degli investimenti sostenibili. Lo faremo con onestà, senza minimizzare i rischi reali né alimentare timori infondati, ma con l’obiettivo di fornire una comprensione utile per decidere meglio. Questo articolo ha finalità educative e non costituisce una consulenza finanziaria personalizzata.

Che cos’è il rischio negli investimenti

Il rischio, nel contesto degli investimenti, è essenzialmente la possibilità che il risultato effettivo si discosti da quello atteso, e in particolare la possibilità di subire perdite o di ottenere un rendimento inferiore alle aspettative. Investire comporta sempre un certo grado di incertezza sul futuro, perché il valore degli investimenti può salire o scendere in funzione di molteplici fattori difficili da prevedere. Questa incertezza è il rischio, ed è una componente inevitabile di qualsiasi investimento: non esiste, come vedremo, un investimento che offra rendimenti interessanti senza alcun rischio.

È importante comprendere che il rischio non è di per sé qualcosa di “cattivo” da evitare a ogni costo, ma una caratteristica intrinseca degli investimenti che va compresa e gestita. Assumere un certo rischio è, in realtà, ciò che permette di ottenere rendimenti nel tempo: senza rischio non ci sarebbe rendimento atteso superiore a quello di tenere semplicemente il denaro fermo. La chiave non è quindi eliminare il rischio, cosa impossibile, ma comprenderlo, valutarlo e assumerlo in misura adeguata ai propri obiettivi, al proprio orizzonte temporale e alla propria capacità di sopportarlo. Comprendere che il rischio è una parte inevitabile e persino necessaria dell’investire, e non un difetto da eliminare, è il primo passo per un rapporto sano e consapevole con esso.

Il rapporto inscindibile tra rischio e rendimento

Uno dei principi più solidi e importanti della finanza è il rapporto inscindibile tra rischio e rendimento: in generale, a maggiori rendimenti potenziali corrispondono maggiori rischi, e non esiste la combinazione magica di alto rendimento garantito senza rischio. Questo principio è fondamentale perché smaschera uno dei miti più pericolosi in assoluto, quello secondo cui sarebbe possibile ottenere guadagni elevati senza assumere rischi. Chiunque prometta il contrario — rendimenti alti e sicuri, guadagni facili senza rischio — o non sa di cosa parla o, molto più spesso, nasconde qualcosa: un rischio elevato taciuto o, nei casi peggiori, una vera e propria truffa.

Comprendere questo rapporto ha conseguenze pratiche molto importanti. Da un lato, insegna a diffidare di qualsiasi proposta che prometta rendimenti elevati senza rischio, trattandola come un enorme campanello d’allarme. Dall’altro, aiuta a capire che, per ottenere rendimenti nel tempo, è necessario assumere un certo rischio, e che rifiutare ogni rischio significa rinunciare al rendimento, con il risultato che l’inflazione erode il valore del denaro fermo. La scelta sensata non è quindi tra rischio e assenza di rischio, ma nel decidere quale livello di rischio assumere in funzione dei propri obiettivi e della propria situazione. Un investitore consapevole accetta un livello di rischio adeguato al proprio profilo in cambio di un rendimento ragionevole nel lungo periodo, senza inseguire l’impossibile né rifiutare ogni rischio. Il rapporto tra rischio e rendimento è la bussola che orienta questa scelta.

Le diverse forme del rischio

Il rischio negli investimenti non è un concetto unico, ma assume diverse forme che conviene conoscere. Una delle più note è il rischio di mercato, ovvero la possibilità che il valore degli investimenti scenda a causa dell’andamento generale dei mercati; è il rischio a cui è esposto, per esempio, chi investe in azioni, il cui valore fluttua. Strettamente legata è la volatilità, cioè l’ampiezza e la frequenza con cui il valore di un investimento oscilla; un investimento molto volatile sale e scende con forza, ma è importante ricordare che la volatilità, per un portafoglio diversificato, è spesso un’oscillazione temporanea e non la perdita definitiva di tutto.

Esistono poi altre forme di rischio. Il rischio specifico è quello legato a una singola azienda o a un singolo titolo, che la diversificazione permette di ridurre notevolmente: distribuendo l’investimento su molti titoli, il cattivo andamento di uno solo ha un impatto limitato. Il rischio di credito riguarda la possibilità che chi ha emesso un titolo di debito non riesca a rimborsarlo. C’è anche il rischio legato all’inflazione, che può erodere il valore reale del denaro nel tempo, motivo per cui tenere tutto fermo comporta anch’esso un rischio. E vanno considerati il rischio di liquidità e altri ancora. Conoscere le diverse forme del rischio — di mercato, specifico, di credito, legato all’inflazione, di liquidità — aiuta a capire che il rischio non è una cosa sola e che gestirlo richiede di tenere conto delle sue diverse dimensioni. Molti di questi rischi possono essere ridotti con strategie adeguate, prima fra tutte la diversificazione.

Come gestire il rischio con criterio

Poiché il rischio è inevitabile ma può essere gestito, la questione centrale non è eliminarlo, ma gestirlo con criterio. La strategia più importante e consolidata è la diversificazione: distribuire gli investimenti su molti titoli, settori e aree geografiche riduce notevolmente il rischio specifico legato a una singola azienda, così che il cattivo andamento di una non comprometta l’intero portafoglio. La diversificazione non elimina il rischio di mercato generale, ma è una delle difese più efficaci e alla portata di tutti, anche nel campo degli investimenti sostenibili.

Altre strategie completano la gestione del rischio. Fondamentale è adeguare il livello di rischio al proprio profilo e orizzonte temporale: chi ha un orizzonte lungo può sopportare più volatilità in cambio di una maggiore crescita potenziale, mentre chi ha bisogno del denaro a breve termine dovrebbe privilegiare la sicurezza. È importante non investire in strumenti volatili il denaro che potrebbe servire a breve, e mantenere un fondo di emergenza che eviti di dover disinvestire nel momento peggiore. Aiuta anche una prospettiva di lungo periodo, con costanza e pazienza, che permette di attraversare la volatilità senza farsi prendere dal panico. E, non da ultimo, è essenziale non assumere più rischio di quello che si è in grado di sopportare, sia dal punto di vista finanziario sia da quello emotivo, perché assumere una volatilità eccessiva rispetto alla propria tolleranza può portare a vendere nel panico. Gestire il rischio con diversificazione, adeguatezza al profilo, fondo di emergenza e prospettiva di lungo periodo è ciò che permette di investire con serenità. In caso di dubbi, rivolgersi a un professionista può essere utile.

Il rischio negli investimenti sostenibili

Un aspetto che merita una riflessione riguarda il rischio nel contesto specifico degli investimenti sostenibili. È importante chiarire un possibile equivoco: investire in modo sostenibile non elimina il rischio finanziario. Un investimento sostenibile è pur sempre un investimento, soggetto al rischio di mercato e alle altre forme di rischio come qualsiasi altro; la sostenibilità è una dimensione aggiuntiva da considerare, ma non una garanzia contro le perdite né una protezione dalla volatilità. Sarebbe un errore pensare che un prodotto etichettato come sostenibile sia per ciò stesso più sicuro dal punto di vista finanziario.

Per questo, anche negli investimenti sostenibili valgono pienamente i principi di gestione del rischio che abbiamo visto: diversificazione, adeguatezza al proprio profilo e orizzonte, prospettiva di lungo periodo e prudenza. Chi investe in modo sostenibile deve applicare questi principi con lo stesso rigore di qualsiasi altro investitore, senza lasciarsi indurre a trascurare il rischio dalla dimensione valoriale della sostenibilità. Anzi, alcuni sostengono che tenere conto dei fattori di sostenibilità possa aiutare a individuare certi rischi che l’analisi puramente finanziaria potrebbe trascurare, come quelli legati a problemi ambientali o di governance; ma questo non elimina la necessità di gestire il rischio con i fondamentali di sempre. Investire in modo sostenibile e sensato significa unire l’attenzione alla sostenibilità con una gestione rigorosa del rischio, ricordando che la sostenibilità non è mai un sostituto della prudenza finanziaria.

Confronto: ignorare il rischio e gestirlo con criterio

Aspetto Ignorare il rischio Gestire il rischio
Verso le promesse di alto rendimento senza rischio Ci si crede Le si tratta come un allarme
Diversificazione Concentrazione Distribuzione su molti titoli
Adeguatezza al profilo Trascurata Rischio adeguato a profilo e orizzonte
Investimenti sostenibili Ritenuti privi di rischio Trattati come qualsiasi investimento
Prospettiva Reazione emotiva Lungo periodo e prudenza

Errori da evitare riguardo al rischio

Il primo errore, tra i più pericolosi, è credere al mito dell’alto rendimento senza rischio, lasciandosi sedurre da promesse di guadagni elevati e sicuri che nascondono un rischio taciuto o una truffa. Il rapporto inscindibile tra rischio e rendimento va sempre ricordato. Il secondo errore, all’estremo opposto, è avere così paura del rischio da non investire mai, tenendo tutto il denaro fermo e lasciando che l’inflazione ne eroda il valore reale, dimenticando che anche l’immobilismo comporta un rischio.

Un altro errore è non diversificare, concentrando gli investimenti in pochi titoli ed esponendosi pienamente al rischio specifico di ciascuno. È inoltre un errore assumere più rischio di quello che si è in grado di sopportare, finanziariamente o emotivamente, il che può portare a vendere nel panico nel momento peggiore. È un errore investire in strumenti volatili il denaro che potrebbe servire a breve, o non avere un fondo di emergenza, esponendosi a dover disinvestire in un momento sfavorevole. Ed è un errore, negli investimenti sostenibili, ritenere che la sostenibilità elimini il rischio finanziario, trascurando i fondamentali della gestione del rischio. La chiave per evitare questi errori è comprendere il rischio, diversificare, adeguarlo al proprio profilo, mantenere un fondo di emergenza e una prospettiva di lungo periodo, e diffidare sempre di chi promette alti rendimenti senza rischio.

Domande frequenti

Che cos’è il rischio negli investimenti?

È la possibilità che il risultato effettivo si discosti da quello atteso, in particolare la possibilità di subire perdite o rendimenti inferiori alle aspettative. Investire comporta sempre incertezza, perché il valore degli investimenti può salire o scendere. Il rischio è una componente inevitabile di qualsiasi investimento e va compreso e gestito, non eliminato, perché assumere un certo rischio è ciò che permette di ottenere rendimenti nel tempo.

Esistono investimenti ad alto rendimento senza rischio?

No. Uno dei principi più solidi della finanza è che rischio e rendimento vanno di pari passo: a maggiori rendimenti potenziali corrispondono maggiori rischi. Non esiste la combinazione di alto rendimento garantito senza rischio. Chiunque prometta il contrario o non sa di cosa parla o nasconde qualcosa: un rischio taciuto o, spesso, una truffa. Va trattato come un grande campanello d’allarme.

Quali sono le principali forme di rischio?

Il rischio di mercato (il valore scende con l’andamento dei mercati), la volatilità (l’ampiezza delle oscillazioni), il rischio specifico legato a un singolo titolo (riducibile con la diversificazione), il rischio di credito (che l’emittente di un debito non rimborsi), il rischio legato all’inflazione (che erode il valore reale del denaro fermo) e il rischio di liquidità, tra gli altri. Conoscerle aiuta a gestire il rischio nelle sue diverse dimensioni.

Come posso gestire il rischio dei miei investimenti?

Con la diversificazione, distribuendo gli investimenti su molti titoli, settori e aree geografiche; adeguando il livello di rischio al tuo profilo e orizzonte temporale; non investendo in strumenti volatili il denaro che ti serve a breve; mantenendo un fondo di emergenza; adottando una prospettiva di lungo periodo; e non assumendo più rischio di quello che puoi sopportare, finanziariamente ed emotivamente. Sono i principi di una gestione sensata del rischio.

Investire in modo sostenibile riduce il rischio?

No, non elimina il rischio finanziario. Un investimento sostenibile è pur sempre un investimento, soggetto al rischio di mercato e alle altre forme di rischio. La sostenibilità è una dimensione aggiuntiva, non una garanzia contro le perdite. Anche negli investimenti sostenibili valgono i principi di gestione del rischio: diversificazione, adeguatezza al profilo, lungo periodo e prudenza. La sostenibilità non sostituisce la prudenza finanziaria.

In sintesi

Comprendere il rischio è forse la competenza più importante per chi vuole investire in modo consapevole, sostenibile o meno. Il rischio è la possibilità che il risultato si discosti da quello atteso, ed è una componente inevitabile e persino necessaria dell’investire: senza rischio non c’è rendimento atteso. Il principio fondamentale è il rapporto inscindibile tra rischio e rendimento, che smaschera il pericoloso mito dell’alto rendimento senza rischio. Il rischio assume diverse forme — di mercato, specifico, di credito, legato all’inflazione — e si gestisce con la diversificazione, l’adeguatezza al proprio profilo e orizzonte, un fondo di emergenza e una prospettiva di lungo periodo. Anche negli investimenti sostenibili questi principi valgono pienamente, perché la sostenibilità non elimina il rischio finanziario. Capire e gestire il rischio, senza temerlo né ignorarlo, è la base per investire con serenità. Ricorda che questo articolo ha finalità educative e non costituisce una consulenza finanziaria personalizzata.

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