Le colonne indispensabili per seguire venti progetti su un foglio

Registro contabile aperto con colonne di importi scritti a mano e una penna accanto

Chi ha venti posizioni distribuite su tre piattaforme apre tre pannelli diversi e trova tre modi di raccontare la stessa cosa. Una espone il tasso nominale, un’altra un rendimento annualizzato calcolato con un criterio proprio, la terza il totale incassato dall’iscrizione. Nessuna delle tre risponde alla domanda su quanto capitale è effettivamente impiegato in questo momento.

C’è poi una questione più banale e più seria. I pannelli mostrano lo stato attuale e conservano poco dello storico; una campagna chiusa scompare dalla vista, un ritardo viene riassorbito nella dicitura in corso, e la memoria dell’operazione resta solo nelle comunicazioni via posta elettronica.

Un file proprio risolve entrambi i problemi. Non deve essere sofisticato: tre fogli, una ventina di colonne e venti minuti al mese. Quello che segue descrive la struttura, colonna per colonna, e la sequenza per costruirlo partendo da quello che le piattaforme rendono esportabile.

Il quadro in breve

  • Che cosa contiene: tre fogli, anagrafica delle posizioni, registro dei movimenti, calendario atteso.
  • A che cosa risponde: capitale impiegato oggi, rimborsi attesi, ritardi in corso, rendimento realizzato.
  • Quanto costa: una serata per costruirlo, venti minuti al mese per tenerlo.
  • Il limite: registra fatti, non riduce il rischio delle posizioni.

Ogni piattaforma mostra i suoi numeri, e nessuna mostra i tuoi

Il primo motivo per tenere un file autonomo è la frammentazione. Chi opera su più operatori non ha alcun punto in cui leggere la posizione complessiva, e la somma mentale dei tre pannelli non è una somma: è una stima.

Il secondo motivo riguarda i criteri di calcolo. Il rendimento mostrato in un pannello dipende da come sono definiti numeratore e denominatore, da come vengono trattate le posizioni in ritardo e da quale periodo viene considerato. Due operatori possono descrivere la stessa situazione con numeri sensibilmente diversi senza che nessuno dei due stia sbagliando.

Il terzo motivo è la continuità. Un rapporto può essere chiuso, un servizio può cambiare interfaccia, uno storico può essere ridotto. I dati che servono per la dichiarazione dei redditi e per la valutazione delle scelte passate devono esistere in un luogo che dipende da chi li ha prodotti.

Che cosa deve saper rispondere il file

Prima di disegnare le colonne conviene scrivere le domande, perché è da lì che si ricava la struttura. Le domande utili sono sei e sono sempre le stesse.

  • Quanto capitale è impiegato in questo momento, e su quante posizioni.
  • Quanto capitale è concentrato sul singolo operatore, sul singolo promotore e sulla singola tecnologia.
  • Quali accrediti sono attesi nei prossimi novanta giorni, e per quale importo.
  • Quali posizioni sono in ritardo, da quanti giorni e con quale comunicazione ricevuta.
  • Quanto è stato incassato finora, distinto tra rimborso di capitale e interessi.
  • Quale rendimento hanno prodotto le posizioni già chiuse, al netto di commissioni e ritenute.

Le prime due domande riguardano l’esposizione, le due centrali la cassa, le ultime due il risultato. Un file che risponde a tutte e sei è completo; uno che ne copre solo una parte va comunque bene, purché si sappia quale parte manca.

Come monitorare gli investimenti in crowdfunding con un foglio unico

La struttura minima per monitorare gli investimenti in crowdfunding prevede tre fogli collegati da un identificativo, e la scelta di tenerli separati non è estetica: risponde al fatto che le tre entità hanno cicli di aggiornamento diversi.

Il primo foglio contiene una riga per posizione e cambia solo quando si entra in una nuova operazione o quando una si chiude. Il secondo contiene una riga per movimento di denaro e cresce ogni mese. Il terzo contiene una riga per scadenza attesa e viene riscritto quando arriva un piano aggiornato.

Il collegamento è un codice che assegni tu, non quello della piattaforma, perché i codici degli operatori possono ripetersi tra loro. Una convenzione semplice funziona bene: sigla dell’operatore, anno di adesione, numero progressivo.

Il primo foglio: l’anagrafica delle posizioni

L’anagrafica è la fotografia di che cosa si possiede. Ogni riga descrive una posizione e non viene mai cancellata: quando l’operazione si chiude si aggiorna lo stato, così lo storico resta disponibile per i confronti successivi.

Le colonne si dividono in quattro gruppi. Il gruppo identificativo, con il codice, la data di adesione e la denominazione del progetto. Il gruppo contrattuale, con la forma dell’operazione, l’importo versato, il tasso dichiarato, la durata e il tipo di rimborso. Il gruppo di classificazione, che serve per le somme per categoria. E il gruppo di stato, con la situazione attuale e la data dell’ultimo aggiornamento.

Il gruppo di classificazione è quello che viene omesso più spesso ed è quello che produce le risposte sull’esposizione. Senza una colonna per il promotore e una per la tecnologia, il file dice quanto si possiede ma non a che cosa si è esposti, e la seconda informazione è più utile della prima.

Le colonne dell’anagrafica, una per una

La tabella elenca le colonne minime, con l’indicazione di dove si reperisce il dato e della domanda a cui serve. Chi vuole aggiungere colonne lo faccia dopo aver compilato queste, non prima.

Colonna Dove si trova il dato A che cosa serve
Codice interno Assegnato da chi tiene il file Collega i tre fogli
Operatore e data di adesione Conferma di adesione Esposizione per piattaforma, ordine cronologico
Promotore o gruppo Documento informativo Rileva promotori ripetuti su progetti diversi
Forma dell’operazione Contratto Distingue prestito, quota e altre forme
Importo versato Ricevuta di pagamento Base di ogni calcolo di esposizione
Tasso dichiarato e tipo di rimborso Scheda e piano allegato Permette di verificare gli accrediti attesi
Durata e data di scadenza prevista Contratto Alimenta il calendario
Tecnologia e area geografica Descrizione del progetto Rileva concentrazioni non evidenti
Stato attuale Aggiornamento manuale In corso, in ritardo, chiusa, in recupero
Data ultimo aggiornamento Compilata a mano Segnala le righe non toccate da troppo tempo

La colonna sullo stato merita una convenzione fissa con poche voci ammesse. Un elenco chiuso di quattro o cinque termini rende le somme possibili; una descrizione libera rende il foglio illeggibile dopo sei mesi.

Il secondo foglio: il registro dei movimenti

Schermo di un portatile con un foglio di calcolo pieno di righe e colonne numeriche
MikeRun / BY-SA 4.0

Il registro contiene una riga per ogni movimento di denaro, in entrata o in uscita, con la data effettiva di accredito o addebito e non con quella prevista.

Le colonne necessarie sono sette: data, codice della posizione, tipo di movimento, importo lordo, commissioni applicate, ritenuta subita, importo netto accreditato. Il tipo di movimento va scelto da un elenco chiuso che distingue almeno il versamento iniziale, il rimborso di capitale, gli interessi, l’eventuale rimborso anticipato e il recupero su posizioni deteriorate.

La distinzione tra rimborso di capitale e interessi è il punto in cui si sbaglia più spesso, ed è quello da cui dipendono sia il calcolo del capitale ancora impiegato sia gli adempimenti fiscali. Molti accrediti arrivano come importo unico e vanno scomposti sulla base del piano: la scomposizione va fatta al momento, non a fine anno.

Il registro alimentato con regolarità produce due risultati immediati: il capitale attualmente impiegato, ottenuto per differenza tra versato e capitale rimborsato, e il totale incassato per anno solare, che è la base delle verifiche di fine esercizio. Le regole applicabili agli adempimenti dichiarativi sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Il terzo foglio: il calendario delle scadenze attese

Il terzo foglio contiene le previsioni, ed è l’unico che contiene numeri non ancora verificati. Tenerlo separato dal registro dei movimenti è la scelta che evita l’errore più comune, cioè confondere ciò che è arrivato con ciò che dovrebbe arrivare.

Ogni riga ha quattro colonne: data attesa, codice della posizione, importo atteso, scomposizione tra capitale e interessi. Le righe si generano dal piano di rimborso allegato al contratto e si aggiornano quando l’operatore comunica una variazione.

L’utilità è duplice. Da un lato mostra la distribuzione dei rientri nei mesi successivi, che è l’informazione necessaria per decidere se e quando si potrà reimpiegare capitale. Dall’altro permette il controllo mensile: si confrontano le righe attese con i movimenti registrati, e ciò che non si è chiuso è un ritardo, con una data precisa.

Come si registra un ritardo senza cancellare la previsione

Il ritardo è un fatto e va conservato. La tentazione è di spostare la data attesa in avanti e proseguire; così facendo, però, si perde la memoria dell’evento, e dopo un anno nessuno ricorda quante volte una determinata posizione ha slittato.

Il metodo che funziona prevede tre colonne aggiuntive nel calendario: data attesa originaria, data attesa rivista, motivo comunicato. La riga originaria non si modifica; si compila la seconda colonna e si annota la fonte della comunicazione.

Da questa struttura si ricava un indicatore che nessun pannello fornisce: il numero di slittamenti per promotore. Un promotore che ha rinviato tre volte su due progetti diversi è un’informazione concreta, disponibile solo a chi ha conservato le previsioni originarie.

Va aggiunta una colonna con lo stato del recupero per le posizioni che passano a una fase di gestione del credito, con la data dell’ultimo aggiornamento ricevuto. È la parte del file che nessuno vuole compilare e che restituisce il valore maggiore quando si tratta di scegliere se rientrare con lo stesso operatore.

Il rendimento realizzato si calcola qui, non sulla scheda

Il tasso dichiarato in una scheda è un parametro contrattuale applicato al capitale residuo. Il rendimento realizzato è un’altra grandezza: dipende da quanto capitale è rimasto effettivamente impiegato, per quanto tempo, e da che cosa è stato trattenuto lungo il percorso.

Con il registro dei movimenti il calcolo diventa possibile su una posizione chiusa. Si sommano gli importi netti accreditati, si sottrae l’importo versato e si rapporta il risultato al capitale medio impiegato nel periodo, che si ricava dal piano dei rimborsi effettivi. È un conto che richiede qualche minuto e che restituisce un numero confrontabile tra operazioni diverse.

Sul complesso delle posizioni la lettura più utile non è una media, ma la distribuzione: quante posizioni si sono chiuse regolarmente, quante con ritardo, quante con perdita parziale o totale. È la fotografia che serve a chi vuole capire se le proprie scelte hanno funzionato, e non esiste in nessun pannello.

Va detto che questo articolo descrive uno strumento di registrazione e non contiene raccomandazioni su operazioni o operatori specifici né previsioni di rendimento. Le operazioni di finanziamento partecipativo comportano il rischio di perdere in tutto o in parte il capitale versato e non sono assistite da sistemi di garanzia; il quadro delle regole e i registri degli operatori autorizzati sono consultabili presso la Consob.

La costruzione in dodici passaggi

  1. Elenca gli operatori con cui hai un rapporto attivo e verifica quali funzioni di esportazione dei dati offrono.
  2. Scarica gli storici disponibili in formato tabellare, uno per operatore, in una cartella dedicata.
  3. Crea il foglio dell’anagrafica con le dieci colonne descritte e la convenzione dei codici interni.
  4. Compila una riga per ciascuna posizione, partendo dalle più recenti e risalendo indietro.
  5. Recupera dalle conferme di adesione i dati mancanti, in particolare promotore e tecnologia.
  6. Crea il foglio dei movimenti con le sette colonne e importa gli storici scaricati.
  7. Verifica che ogni movimento sia collegato a un codice interno e correggi le righe orfane.
  8. Scomponi in capitale e interessi gli accrediti che arrivano come importo unico, usando i piani di rimborso.
  9. Crea il foglio del calendario e genera le righe attese dai piani delle posizioni ancora in corso.
  10. Aggiungi le tre colonne per la gestione dei ritardi e compila lo storico degli slittamenti già noti.
  11. Costruisci quattro somme di controllo: capitale impiegato, per operatore, per promotore, per tecnologia.
  12. Fissa la data mensile in cui il file viene aggiornato e mettila in agenda come appuntamento ricorrente.

Il settimo e l’ottavo passaggio sono i più laboriosi la prima volta e diventano automatici in seguito. L’undicesimo è quello che trasforma un archivio in uno strumento di decisione, perché è lì che compaiono le concentrazioni che nessuna piattaforma segnala.

La manutenzione mensile, in venti minuti

Calendario da tavolo aperto sul mese con alcune date cerchiate a penna
Joe Haupt from USA / BY-SA 2.0

La routine ha quattro operazioni e va eseguita sempre nello stesso ordine, perché ciascuna dipende dalla precedente.

Si registrano i movimenti del mese, prendendo gli importi dagli accrediti effettivi e non dalle comunicazioni. Si confronta il calendario atteso con i movimenti registrati e si segnano gli scostamenti. Si aggiorna lo stato delle posizioni interessate, con la data e la fonte dell’informazione. Si rileggono le quattro somme di controllo.

Una regola pratica riduce gli errori: nessuna riga viene modificata senza aggiornare la colonna della data di ultimo aggiornamento. Dopo qualche mese, ordinando per quella colonna, si vedono immediatamente le posizioni che nessuno guarda da troppo tempo, che sono quasi sempre quelle su cui è successo qualcosa.

Che cosa il foglio non può dirti

Il file registra fatti già avvenuti e obblighi contrattuali. Non contiene alcuna informazione sulla probabilità che una posizione venga rimborsata, e non va usato come se la contenesse.

Non sostituisce inoltre la valutazione preliminare dei progetti, che si fa sulla documentazione informativa prima di versare. Un file ordinato può dare la sensazione di controllo su un insieme di posizioni scelte senza verifiche, e quella sensazione è il rischio principale di questo strumento.

C’è infine un limite di perimetro: il foglio misura ciò che è avvenuto sulle proprie posizioni, che sono poche e non costituiscono un campione. Un anno senza ritardi non dice nulla sulla qualità delle scelte, così come un ritardo non dimostra che fossero sbagliate. Il criterio con cui si distribuisce il capitale tra più operazioni è affrontato in come si costruisce un insieme di posizioni con un obiettivo dichiarato.

Domande frequenti

Serve un programma specifico o basta un foglio di calcolo?

Un foglio di calcolo è sufficiente per qualunque numero di posizioni gestibile da una persona. Il vantaggio è che il formato resta leggibile nel tempo e non dipende da un servizio esterno. Conviene salvare periodicamente una copia in un formato tabellare aperto, perché è quello che si riesce ad aprire anche a distanza di anni.

Con quale frequenza va aggiornato?

Una volta al mese è sufficiente per la maggior parte delle situazioni, perché i rimborsi hanno cadenza mensile o trimestrale. Conviene fissare una data e mantenerla: l’aggiornamento saltato per due mesi richiede più tempo di due aggiornamenti regolari, e la ricostruzione a posteriori è la principale fonte di errori nel registro.

Come si trattano le posizioni in valuta diversa dall’euro?

Con due colonne aggiuntive nel registro, importo in valuta e cambio applicato dall’operatore alla data del movimento, oltre all’importo in euro effettivamente accreditato. Senza queste colonne il rendimento calcolato mescola due effetti, quello dell’operazione e quello del cambio, e diventa impossibile capire da dove arrivi il risultato.

Che cosa si conserva oltre al file?

Le conferme di adesione, i documenti informativi, i contratti, i piani di rimborso e le comunicazioni sui ritardi, in cartelle nominate con lo stesso codice interno usato nel foglio. È la parte che rende il file verificabile: un numero senza il documento che lo genera vale poco quando serve ricostruire una situazione a distanza di tempo.

Il file serve anche per gli adempimenti fiscali?

Fornisce la base ordinata dei dati, cioè importi lordi, ritenute subite e commissioni per anno solare, distinti per operatore. Le regole applicabili dipendono dalla forma dell’operazione e dal soggetto che interviene nel pagamento, e vanno verificate sulla fonte ufficiale o con un professionista abilitato: il foglio prepara i numeri, non stabilisce il trattamento.

Una serata per costruirlo e venti minuti al mese per tenerlo aggiornato. Il ritorno non è un rendimento più alto, ma la possibilità di rispondere in trenta secondi a domande che senza il file richiedono un pomeriggio di ricostruzione, e la memoria di quello che è successo davvero. Il modo in cui gli operatori italiani presentano i propri numeri è ricostruito in il panorama delle piattaforme attive in Italia.